lo Zen aveva ben poco a che spartire con gli inglesi defunti e nessuno osava sonnecchiare. Era il sonno assoluto o la coscienza assoluta. Tutti sceglievano il sonno, che però sembrava volerci sfuggire; pareva sempre lontano giusto una manciata di secondi, un torpore magico dipinto con una morbida tempera primaverile, con alberi di un verde nuovo eretti nel vento, con gli odori di terra pulsante, e l’enigma di una donna su un ponticello su un fiume. Era il sonno perfetto, ma non scendeva mai veramente.

Don De Lillo, Americana

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Ultimo giorno e raccomandazioni

Ultimo giorno.
Quando sono arrivata qui la casa di fronte era vuota. Avevano cominciato da poco i lavori per ristrutturarla. Due giorni fa mi sono voltata e ho visto che dentro c’era la luce accesa. Ora finalmente qualcuno ci andrà ad abitare, è talmente bella, è piccola ma è bella.
Certo, hanno aperto anche una pescheria intanto.

Non dovrebbe essere così triste, perché è così triste?
Devo mettere in ordine la mia scrivania e buttare le cose che non servono più, riconsegnare i libri e le riviste…
…cambia tutto un’altra volta.

buona fortuna a me e alle prossime stagiste e anche a quelli che verranno a stare nella casa di fronte.

Utili raccomandazioni:
1 La ventola del computer a sinistra tende a non partire, quindi, per evitare la puzza da pollo bruciato delle 11, conviene avviarla a mano dandole un colpetto dopo una decina di minuti, diventerà rumorosa, ma tranquille poi vi ci abituate.
2 Lo scarico si ricarica ogni 10-15 minuti.
3 Non accumulate troppe cose sui vocabolari accanto al ventilatore, poi vi casca tutto (a me è successo).
4 La lampada da scrivania ogni tanto si rompe, attenzione.
5 In questo posto si sta divinamente, godetevi ogni giorno e divertitevi.

Pubblicato in Alessia Caputo | Lascia un commento

L’uomo con il Kindle e la bici

Stamattina ho fatto il viaggio in metro vicino a un uomo con il Kindle. Io leggevo la Gamberale lui il suo Kindle. Mi stavo giusto chiedendo come si facesse a capire (dato che quel dispositivo elettronico non ha una copertina evidente) cosa stesse leggendo e stavo giusto facendo tutte le considerazioni del caso (io adoro sbirciare la copertina dei libri letti dagli altri)… quando, eccolo lì… con un lieve e discreto movimento della testa l’uomo con il Kindle ha sbirciato la mia copertina.
“Ti ho visto, beccato!” ho pensato e subito dopo “accidenti sto leggendo L’amore quando c’era della Gamberale” (che detto tra noi mi ha quasi devastato il cuore nella sua divertente semplicità).
Mi è scappato un sorriso, sul serio, evidente, e per cercare di nasconderlo, di nascondere anche i miei pensieri che mi sembravano quasi trasparenti ho sbirciato al di là dell’uomo con il Kindle. Non so cosa stessi realmente sperando di vedere ma… l’ho vista, proprio lì, inaspettata: l’uomo con il Kindle aveva una di quelle bici che si piegano in due, facili da trasportare.
Lui ha sbirciato la mia copertina e io mi sono convinta che non tutti gli uomini che leggono un libro in formato elettronico sono del tutto insignificanti. Il mio ha la bici, bici uguale prato verde, prato verde uguale passeggiata, passeggiata uguale mare, mare uguale gioia ecc ecc.

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Queste Libellule

Quando la sveglia prende a suonare adesso non mi alzo subito. Aspetto. E nei cinque minuti fra il primo e il secondo suono, ancora non ci credo fino in fondo che, se nel corso della giornata mi capiterà qualcosa di inspiegabile, non potrò chiamare lui per avere la sensazione che tutto il mondo, a guardarlo bene, non si può mica spiegare facilmente, e che allora conviene non rompergli le palle per pretendere troppi chiarimenti. “Devi capire che non c’è proprio niente da capire.” Me lo ha detto anche quando tu mi hai lasciato, pensa. “Ma non credi che io meriti almeno di sapere che cosa le è successo?” insistevo io. “Come se sapere fosse mai bastato a qualcuno, fosse mai servito a qualcosa” lui. “Siamo tutti ignari di almeno un particolare che potrebbe stravolgerci la vita: vale la pena scoprirlo?”

Chiara Gamberale, L’amore quando c’era

 

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Occhi stanchi

Il tempo è agli sgoccioli, io sono tornata ma fra pochi giorni me ne andrò di nuovo. Si completano le cose lasciate a metà ed è un po’ come mettere in ordine la casa al mare quando le vacanze sono ormai finite e si deve tornare alla vita di sempre.
Ieri sera Baricco mi ha tenuta incatenata al suo libro fino a tardi e oggi ho gli occhi stanchi. Ma diciamo che più degli occhi stanchi mi turba il fatto che a provocarmeli (indirettamente) sia stato un libro di Baricco (MrGwyn)… io ho sempre detestato profondamente Baricco almeno quanto mangiare il polpo (e le sue ventose).

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La fine un po’ innevata che si spera sia un inizio molto caldo

Dopo 14 settimane il mio stage finisce (tecnicamente questo è il mio ultimo giorno) anche se tornerò un po’ anche a gennaio. Sono arrivata qui che faceva un caldo bestiale e oggi oltre il freddo di fuori anche la pagina iniziale di wordpress con il suo simpatico nevischio mi ricorda che è inverno e che tra un po’ è Natale.
Per fortuna non c’è stato quasi mai il tempo di osservare il lento scorrere del tempo e delle stagioni… anche se io ne ho parlato spesso.

Allora Buon Natale a tutti, buon 2012 e buon tutto…

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Così ho fatto, e non lo negherò, in modo che egli non potesse fuggire né difendersi contro la morte: una rete senza uscita, come per i pesci, gli avvolgo intorno, sinistra veste fastosa. Lo colpisco due volte: e in due gemiti gli si sciolgono le membra; e sului caduto aggiungo il terzo colpo, offerta votiva all’infero Ade, salvatore dei morti. Così, cadendo, egli esagita l’anima; e soffiando fuori un violento getto di sangue, mi colpisce con un nero spruzzo di sanguigante rugiada: e io ne godo non meno che campo seminato, per il ristoro mandato dal cielo su gemme che si schiudono.

Eschilo, Agamennone

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